Aumento costo elettricità non dipende dal FV


aumento costo energia elettrica

Un'analisi di GIFI/ANIE dimostra che l'aumento dipende principalmente dall'aumento del costo dei combustibili fossili.

GIFI/ANIE grazie ad un'analisi - condotta sui dati forniti dall'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas (AEEG) - ha dimostrato che l'aumento del prezzo per kWh elettrico è imputabile al costo dei combustibili fossili, e non al fotovoltaico.

Dal 1° gennaio 2012 il prezzo dell'energia elettrica arrivato a 17,305 centesimi di euro per kWh (tasse incluse). Mediamente una famiglia spende in Italia circa 467 euro dei quali circa 32 euro saranno impiegati per incentivare il fotovoltaico. Secondo i calcoli effettuati da GIFI/ANIE l'aumento stabilito del 4,9% del kWh, rispetto all'ultimo trimestre del 2011 è imputabile al fotovoltaico solamente per meno del 30% a fronte del 70% dovuto dalla variazione del costo dei carburanti fossili.

"L’aumento del prezzo medio di riferimento dell’energia elettrica per il trimestre del 2012 non è imputabile agli incentivi erogati a sostegno dell’industria fotovoltaica italiana se non per una minima parte", ha dichiarato Vale­rio Natalizia, presidente di GIFI/ANIE.

"Le previsioni di aumento di spesa non sono mai notizie piacevoli. Recenti indagini e sondaggi condotti da istituti indipendenti hanno però dimostrato che le famiglie italiane sono positivamente disposte a dare il loro contributo, circa 2.7 euro al mese, per sostenere un industria che fino ad oggi ha creato oltre 100.000 posti di lavoro diretti e indotti occupati per lo più da giovani, fatto affluire circa 4 miliardi di euro di tasse nelle casse dello Stato nonché posizionato l’Italia come il primo mercato al mondo nel 2011. Tutto questo senza dimenticare le enormi ricadi­te ambientali in termini di riduzione di emissioni nocive grazie all’utilizzo di una fonte di energia pulita come il solare fotovoltaico». Fonte: www.gifi-fv.it