Secondo un recente studio del FIRB (fondo investimenti per la ricerca di base) il 6% del fabbisogno energetico nazionale potrebbe essere coperto dall'energia ricavata dalla combustione dei rifiuti urbani non riciclabili.
Questo risultato si riuscirebbe ad ottenere trasformando i rifiuti non riciclabili in Bioessiccato Amabilis, un nuovo materiale ricavabile da una nuova tecnica. Materiale con un basso impatto ambientale ma allo stesso tempo con un alto rendimento energetico.
Lo studio della durata di tre anni ha sottoposto ad esame l'attuale modalità per lo smaltimento dei rifiuti urbani con la nuova tecnologia per lo smaltimento.
Aspetti principali della ricerca sono stati l'impatto di questa nuova tecnologia sulla salute dell'uomo, l'impatto sull'ambiente, ed infine riguardo il recupero energetico.
La nuova tecnologia sviluppata è composta da tre sistemi: il sistema ITS in grado di trasformare i rifiuti in Bioessiccato Amabilis, il sistema New in grado di produrre biogas tramite il Bioessiccato Amabilis e il sistema Waste&power in grado di recuperare l'energia elettrica tramite una termovalorizzazione di nuova generazione.
La nuova tecnologia permetterebbe di raggiungere il 40% di rendimento di produzione elettrica (contro gli attuali 27-29%). In questo modo "grazie" ai 20 milioni di tonnellate di rifiuti che ogni anno si generano solo in Italia sarebbe possibile produrre oltre 20.000 GWh di elettricità (che corrisponde a circa il 6% del fabbisogno nazionale).